@pontifex su Twitter: dati, osservazioni e possibilità del profilo di Benedetto XVI-Ratzinger

Bendetto XVI ha lanciato il suo primo tweet il 12 dicembre scorso. Le ragioni possono essere semplici, evidenti e ovvie – ovvero comunicare, visto che la Chiesa lo ha sempre fatto e visto che anche Dio, quello di ebrei e cattolici è sempre stato un gran chiacchierone, nonostante tutti dicano che non risponde mai – ed altre più complesse che lasciamo a pensatori e teologi di ampie vedute.

Diamo allora un’occhiata alla presenza del papa su Twitter dal primo tweet al 22 dicembre, ovvero alle soglie del Natale. Il primo giorno il papa twitta per ben 7 volte “scatenando” quasi 15.000 retweet. Ma per aspettare un’altra azione del papa bisognerà aspettare il 19 dicembre, quando twitta per 2 volte. Come si può vedere dal grafico sotto, le reazioni sono ovviamente crescenti con il passare dei giorni, ma c’è uno stallo evidente tra 17 e 18 dicembre. Ciò a significare che quei 7 tweet hanno esaurito il loro potenziale e non inducono più alla reazione. Il 19 arrivano pronti altri 2 tweet.

Dopo la pausa del 20 dicembre, il papa twitta 3 volte il 21. Infatti come si può vedere il numero di retweet ha un’altra piccola impennata (con un migliaio di retweet in più).

Il numero dei follower va dai 162.894 del 12 dicembre (considerando che il profilo era già attivo da giorni prima del tweet numero 1) ai 211.144 del 22 dicembre.

 

retwwet @pontifex

 

Contenuti ed errori di @pontifex_it

Dopo il primo tweet di saluto gli altri sono soprattutto domande («come possiamo vivere meglio l’Anno della Fede nel nostro quotidiano») con lo scopo magari di aprire una discussione. Oppure si tratta di inviti alla preghiera e alla riflessione o verità teologali (di fede-speranza-carità: non dogmi!).

Si può dire quindi che l’intento di comunicare attraverso brevi frasi (massimo 140 caratteri) senza venire meno alla densità e dal valore dei contenuti ha ottenuto i buoni risultati. Infatti i tweet non sono affatto scadenti a riprova che Twitter è un social network tutt’altro che votato alla superficialità e che il valore del contenuto non deve essere solamente presente nel link  che rimandi a uno spazio-contenuto comunicativo più ampio (che sia il blog dell’autore del tweet o un articolo di giornale on-line). I collaboratori del papa sono ovviamente dei buoni comunicatori!

Ciò che però lascia perplessi è il problema atavico dell’istituzione: l’eccessiva freddezza, o meglio, distanza dell’atto comunicativo. Anche la stesso ritmo altalenante con cui vengono pubblicati i tweet fa percepire questa attività come se fosse di passaggio. Ovvero come si trattasse di un novello iscritto al social network che si connette di tanto in tanto e quindi solo in quelle particolari occasioni sfoga il suo desiderio di comunicare.

Inoltre si ha l’impressione che si tratti di una comunicazione troppo unidirezionale. I contenuti sembrano lasciati a sé stessi e in balia dei critici e ironici commenti degli anticlericali e degli atei che ricevono risposte da parte dei credenti. Un botta e risposta i forma di tweet che lascia il tempo che trova, visto che i primi lanciano molto spesso accuse tanto vuote quanto irruenti (digiuni di ogni competenza e conoscenza in materia religiosa), i secondi invece rispondono con maldigerite verità filtrate dai catechismi serali.

Ciò che @pontifex (quindi chi si occupa del profilo) dovrebbe fare è: twittare con maggiore regolarità (potersi aspettare il tweet del papa e non potersene dimenticare), rendere i tweet più coinvolgenti per i cattolici e non solo facile bersaglio per gli anticattolici/anticlericali o altro, inserire link a contenuti di approfondimento (non noiosi però!!!) come ad esempio interventi su riviste o video di figure importanti della Chiesa di oggi e ieri che sono presenti in rete o creati ad hoc.

Insomma, che @pontifex possa essere un luogo di ritrovo, un filtraggio di contenuti di interesse per cattolici e non solo.

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@pontifex – Ratzinger su Twitter – Spadaro: tra social network e cyberteologia

Twitter Theology. Il titolo fa un po’ ridere ma si tratta di un breve scritto di Antonio Spadaro, gesuita e direttore di Civiltà Cattolica. Un concetto che fa riferimento all’interesse del mondo cattolico per le nuove forme di comunicazione digitale, soprattutto dopo la creazione di uno dei più discussi profili Twitter degli ultimi giorni: quello di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.  

La riflessione di Spadaro si iscrive in un percorso filosofico già iniziato da Spadaro almeno con Cyberteologia (Vita e Pensiero, 2012) e che prosegue con l’omonimo blog.
L’idea di fondo della cyberteologia di Spadaro è l’interrogarsi su come possa cambiare la fede in un’era in cui le connessioni mutano i rapporti tra gli esseri umani (i fedeli, i non fedeli, i fedeli di diverse religioni, la chiesa come istituzione e come ekklesia) e ha un impatto forte sulla cultura in generale, quindi anche cattolica e religiosa. Con ovvi riferimenti alla noosfera di Tehillard de Chardin.

Lo scritto Twitter Theology di Antonio Spadaro è una sorta di presentazione ragionata dell’arrivo del papa su Twitter, in attesa del primo tweet programmato per il 12 dicembre.

spadaro twitter theology
Spadaro sintetizza un percorso riflessivo che passa per Italo Calvino (Lezioni Americane) e Ignazio di Loyola (Esercizi Spirituali) elogiando la sintesi e l’incisività, per arrivare alla scelta del Papa. Questo denota particolare attenzione dal parte della Chiesa verso i mezzi di comunicazione digitali poiché è proprio lì e soprattutto grazie ai social network che si realizza una condivisione del sapere. Mezzi di comunicazione che non possono essere vissuti passivamente ma in maniera partecipativa e ponderata.

D’altronde, proprio la Sacra Scrittura spesso è maestra nella sua sinteticità ed altissima espressività, tanto che ogni pericope apre a sconfinate riflessioni e rimandi interni. Ed è appunto questo l’appello che Antonio Spadaro fa a chiunque e soprattutto ai fedeli: che i social network non siano il regno della superficialità, ma luoghi fertili dove la comunicazione è densa di significato ed efficace, nonostante e soprattutto, perché frammentata e sintetica.