Facebook fa pagare i messaggi

Eccoci di nuovo a parlare di Facebook. Ormai quando se ne parla non si prendono in esame i numeri degli utenti (fino a quando non saranno 1 miliardo e mezzo continueremo a dire che sono più di 1 miliardo) ma le questioni legate alla privacy e alle faccende societarie. Facebook è cattivo è mi ruba i dati (ma io gioco a Farmville da paura), Facebook si compra Instagram e si vende le mie foto (figa questa la posto poi ti taggo), Facebook non si vende le mie foto, ma nonostante questo si è comprato Instragram.

Adesso Facebook ha tirato fuori la storia dei messaggi a pagamento. In poche parole quando dovete inviare un messaggio a qualcuno che non è vostro amico dovete pagare. Per ora è in prova negli Usa dove un messaggio costa 1$.

Per l’utente, il vantaggio con il quale è stato presentato-sponsorizzato il servizio riguarda la diminuzione di spam e messaggi indiscreti, involontari e non desiderati. Pagare potrebbe essere un deterrente. Il problema sarà per quanti hanno bisogno di giustificare o richiamare all’attenzione una richiesta di amicizia nel caso ad esempio siano anni che non ci si vede e l’uno di sia dimenticato dell’altro di memoria migliore. Ma visto che si tratta di una comunicazione importante, allora significa che vale la pena pagare …

Utile? Valgono questi buoni propositi? Certo la questione ormai evidente è che Facebook deve avere dei ricavi consistenti e con 1 miliardo di utenti e la quotazione in borsa devi per forza trovare il modo di mettere su dei sistemi che ti permettano di fare soldi. Google si è inventata AdSense e AdWords, ma, ovvio, quella è un’altra storia.

Facebook è stato a lungo considerato una ragazzata (soprattutto da parte di chi non aveva un profilo o di chi si curava del fenomeno per “sentito dire”). Ora che tutti ci siamo resi conto che non è così e che dentro c’è un mondo fatto di gente e di brand, di interessi e passioni, ci si aspetterebbe che il futuro di questo mondo sia più chiaro. Che la gente sappia dove si sta andando, visto che fin qui ci si è fidati, nel bene e nel male.

Molto semplice: Facebook deve crescere, in tutti i sensi. Ovviamente anche economici. Perché se è vero che molti di quel miliardo si sono iscritti per gioco e si stanno divertendo un mondo, è anche vero che possono ridurre le loro interazioni. E non è difficile immaginare che invece di accedere 10 volte al giorno (ok, moltiplicate il numero a seconda del vostro caso) si possa dare un’occhiata alla timeline 1 sola volta, e postare in proporzione. E spendere il tempo degli altri 9 accessi per altrettanti social network che ci interessano.

Già, Facebook deve capire che non è mai stata una ragazzata e trovi il modo di farci sentire ancora un volta felici e profilati. Senza infastidirci ogni settimana.

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